Lodetti Giovanni 7 Gold Homework

Grazie al grande impegno di tutti questo appello e' stato letto e firmato da circa 36.000 persone. Ci auguriamo che molti altri si aggiungano a questa battaglia di civilta'.

Autodeterminazione No all'espropriazione del diritto a governare liberamente la propria vita. No alla cancellazione del diritto fondamentale all'autodeterminazione. La Camera dei deputati sta discutendo una legge sulle disposizioni riguardanti la fine della vita che va proprio in questa direzione. Ma il legislatore non puo' impadronirsi della vita delle persone, negando loro la dignita' nel vivere e nel morire. Lo dice esplicitamente l'articolo 32 della Costituzione: la legge non puo' in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana

Gilda Ferrando, Alessandro Pace, Pietro Rescigno, Stefano Rodota'


L'appello

La Camera dei deputati sta discutendo un progetto di legge su Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento. Se questo testo fosse approvato nella forma attuale, le persone vedrebbero gravemente limitati i propri diritti, sarebbero espropriate della possibilità di governare liberamente la propria vita. Il diritto all'autodeterminazione, definito fondamentale dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 438 del 2008, sarebbe cancellato.

Il progetto di legge è ingannevole. L'alleanza terapeutica tra paziente e medico è sostanzialmente vanificata da un testo che pone ripetutamente il medico di fronte al rischio di responsabilità penali: il medico, quindi, sarà indotto a tenere comportamenti "difensivi", dettati dall'esigenza di porsi al riparo da responsabilità, piuttosto che orientati all'autentico bene del paziente. Il consenso informato della persona è sostanzialmente cancellato: alla persona vengono imposti comportamenti e sottratte possibilità di decisione, si introduce un obbligo di vivere in contrasto con la libertà di scelta del soggetto interessato, del suo potere di disporre del proprio corpo (Corte costituzionale, sentenza n. 471 del 1990). Le dichiarazioni anticipate di trattamento altro non sono che una inutile macchina burocratica: inutile, perché prive di ogni valore giuridico vincolante e perché viene escluso che la persona possa esprimere la propria volontà proprio in relazione ai trattamenti sanitari che più possono incidere sulla sopravvivenza, come l'alimentazione e l'idratazione forzata.

Il progetto di legge è ideologico. Afferma l'indisponibilità della vita: ma questa è una affermazione in palese contrasto con l'ormai consolidato diritto al rifiuto e alla sospensione delle cure, che in moltissimi casi è già stato esercitato con la consapevolezza che si trattava di una decisione che avrebbe portato alla morte. Nega il diritto di rifiutare trattamenti come l'alimentazione e l'idratazione forzata, escludendone il valore terapeutico in contrasto con l'opinione delle società scientifiche e con l'evidenza della pratica medica.

Il progetto di legge assume così un carattere autoritario. Legittimi punti di vista non possono essere trasformati in norme che si impongono alla volontà delle persone violando i loro diritti fondamentali. La discrezionalità del legislatore, in questi casi, è esclusa esplicitamente dall'articolo 32 della Costituzione: la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Gli studiosi che sottoscrivono questo appello vogliono in primo luogo ribadire la necessità di avere come ferma guida quella dei principi costituzionali. Hanno per ciò elaborato anche un documento analitico di valutazione del progetto di legge, che viene inviato ai parlamentari ed è disponibile sul sito www.autodeterminazione.it, al quale potranno accedere tutti coloro che intendono dare il loro sostegno all'appello.

I primi cento firmatari dell'appello e del documento

Niccolò Abriani, Francesco Adornato, Rosalba Alessi Guido Alpa, Gaetano Azzariti, Maria Vittoria Ballestrero, Angelo Barba, Andrea Barenghi, Alberto Maria Benedetti, Francesco Bilotta, Umberto Breccia, Carmelita Camardi, Enrico Camilleri, Cristina Campiglio, Valeria Caredda, Donato Carusi, Bruno Celano, Paolo Cendon, Maddalena Cinque, Emanuele Conte, Ines Corti, Marcello D'Agostino, Elena D'Alessandro, Giovanni D'Amico, Andrea D'Angelo, Gisella De Simone, Raffaella De Matteis, Pasquale De Sena, Enrico Diciotti, Guerino D'Ignazio, Vincenzo Durante, Ida Fazio, Angelo Federico, Gilda Ferrando, Luigi Ferrajoli, Giovanni Figà Talamanca, Marcella Fortino, Alfredo Galasso, Giovanni Galasso, Luigi Gaudino, Lucilla Gatt, Francesca Giardina, Andrea Giussani, Carlo Alberto Graziani, Riccardo Guastini, Antonio Iannarelli, Antonia Iraci, Leonardo Lenti, Alberto Lucarelli, Manuela Mantovani, Maria Rosaria Marella, Costanza Margiotta, Giovanni Marini, Marisaria Maugeri, Ugo Mattei, Cosimo Mazzoni, Davide Messinetti, Pier Giuseppe Monateri, Lalage Mormile, Luca Nanni, Marisa Meli, Salvatore Nicosia, Walter Nocito, Luca Nivarra, Andrea Orestano, Alessandro Pace, Andrea Paciello, Elisabetta Palermo, Pina Palmeri, Giorgio Pino, Armando Plaia, Elena Parioti, Giovanni Passagnoli, Giuseppina Pisciotta, Paolo Pollice, Roberto Pucella, Renato Pescara, Mariassunta Piccinini, Eligio Resta, Giorgio Resta, Pietro Rescigno, Maria Teresa Rodriguez, Enzo Roppo, Ugo Salanitro, Vittorio Santoro, Giovanna Savorani, Claudio Scognamiglio, Rosa Serio, Paolo Spada, Mario Trimarchi, Giuseppe Tucci Angelo Venchiarutti, Maria Carmela Venuti, Paolo Veronesi, Giuseppe Vettori, Filippo Viglione, Vittorio Villa, Nicola Vizioli, Gustavo Zagrebelsky, Paolo Zatti.


Scarica il documento con le osservazioni sul progetto di legge unificato Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento (C.2350, approvato al Senato il 26 marzo 2009)

ADC

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Giovanni Lodetti (Caselle Lurani, 10 agosto1942) è un ex calciatoreitaliano, di ruolo centrocampista, campione europeo con la Nazionale italiana nel 1968.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Caselle Lurani, comune della cinta di Milano oggi in provincia di Lodi, figlio di un falegname, Lodetti entrò nel Milan nel 1960 e, nel 1961, esordì in prima squadra[1], vincendo il campionato nella stagione di debutto, l'ottavo per il club rossonero.

Nelle stagioni successive diventò titolare ed il Milan vinse la Coppa dei Campioni 1962-1963, lo Scudetto 1967-1968, la Coppa Italia 1966-1967, la Coppa delle Coppe 1967-1968, la Coppa dei Campioni 1968-1969 e la Coppa Intercontinentale nello stesso anno.

Nel 1970 lasciò il Milan, dove fu sostituito da Romeo Benetti, e giocò nella Sampdoria fino al 1974, nel Foggia, fino al 1976, e nel Novara, fino al 1978.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Conta 17 presenze nella nazionale italiana, con cui ha vinto il campionato d'Europa 1968 organizzato in Italia (scendendo in campo nella prima gara con la Jugoslavia).[2] Segnò due reti, entrambe contro il Galles in un'amichevole del 1965.[3]

Lodetti (accosciato, primo da destra) in azzurro nel 1965

Fu inizialmente convocato da Valcareggi per il campionato del mondo 1970 in Messico, venendo però "sacrificato" alla vigilia della partenza: l'infortunio del titolare Anastasi costrinse infatti il CT a sostituirlo, ma questi convocò altri due attaccanti (Prati e Boninsegna) così da ritrovarsi con una rosa di 23 elementi; Lodetti fu quindi escluso dalla lista[1], rifiutando poi la possibilità di rimanere oltreoceano in vacanza con la famiglia.[4]

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

È opinionista al programma "Studio Milan" su Milan Channel e al programma Il Campionato dei Campioni su Odeon TV. Ha partecipato per diversi anni alle trasmissioni sportive di 7 Gold, interrompendo la collaborazione nel maggio del 2012.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Milan: 1961-1962, 1967-1968
Milan: 1966-1967

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Milan:1962-1963, 1968-1969
Milan: 1967-1968
Milan: 1969

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Italia 1968

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ab Nicola Berardino, Lodetti, una vita di corsa, in la Gazzetta dello Sport, 17 giugno 2008. URL consultato il 26 maggio 2015.
  2. ^Gianni Mura, Giovanni Lodetti, il mediano che giocava con Rivera e i ragazzini: "Oggi sono tutti tristi", La Repubblica, 17 marzo 2014. URL consultato il 2 luglio 2015.
  3. ^Italia-Galles 4-1, 01/05/1965 - il tabellino, Italia 1910.com. URL consultato il 2 luglio 2015.
  4. ^ Mario Corte, GOAL!, Lapis, 2003.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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